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A. S. S. I . A.
COME
AIUTARCI

L'Esperienza di Volontariato

Ciò che troverete scritto nelle righe di seguito, è il tentativo, di rispondere ad uno dei quesiti emersi durante il cammino di numerosi incontri di volontariato in ASSIA. Si trattava di una domanda che si inserisce nel significato del fare volontariato. Per rispondere, abbiamo immaginato di creare due piccole pagine, che vogliono essere il primo tentativo scritto di condividere, con chi legge, alcune riflessioni su questo tema.
Il volontariato è da sempre una risorsa. E' una delle esperienze più ricche che una persona possa fare: quella del dare e del ricevere, dello scambio. La relazione di volontariato vede coinvolte due persone (chi dà aiuto e chi lo riceve), in modi e per versi differenti. E' questa una relazione biunivoca che fornisce gratificazione, piacere e soddisfa bisogni. E' una delle relazioni che consente l'espressione dell'amore, nella forma del dare e del ricevere, del bisogno insito in ciascuno di noi di fare questa esperienza. Spesso le persone che si accostano al mondo del volontariato lo fanno in un momento della loro vita nel quale desiderano fortemente:
  • vivere
  • compensare
  • sostituire
  • integrare
questa forma di esperienza.
Ciò avviene in modo naturale, ma a seconda delle persone in modo più o meno consapevole. Spesso questo è un fattore che molti hanno resistenza ad ammettere.... Credono che ammettere questo sia falso, non sia nobile, oppure sia egoistico...
L'opinione generale è che chi aiuta l'altro lo fa per dare, per aiutare, non perchè ha bisogno di ricevere qualcosa. In realtà, come in ogni relazione, non c'è chi "sta sopra e chi sta sotto". Una relazione è fatta di scambio : si dà qualcosa e si riceve qualcosa... Se così non fosse non ci sarebbe motivo di proseguire. Anche chi vive relazioni negative con persone "negative", per quanto paradossale possa sembrare, trae qualcosa da quella relazione ed ha motivo di continuarla. Fare la scoperta di questa consapevolezza è invece il passo di più grande maturità che una persona possa fare:
  • la scoperta di non essere onnipotente, perfetti,
  • la scoperta di non essere egoisti se si riceve qualcosa
  • la scoperta che quando si instaura una relazione è perché questa soddisfa anche dei bisogni personali. Quali? Per esempio: la gratificazione, la sicurezza, la stima di sè, l'aver nuove amicizie, l'aver dei ruoli riconosciuti, il saper di essere importante per qualcuno, il poter incidere in un contesto con la propria opinione....
Non riduciamo quindi l'importante relazione che lega il volontario e la persona disabile, ad una semplice relazione di aiuto. Sappiamo bene che per entrambi è qualcosa di molto di più. Tale consapevolezza è una risorsa perché avvicina. Avvicina la persona nata accompagnata da un disabile, e/o la persona che incontra l'handicap lungo il corso della propria vita, alla persona che in modo volontario sceglie di incontrarle sul sentiero del volontariato.
C'é quindi da avere meno timore di coloro che sono consapevoli di questo, più che di coloro che si presentano sempre e comunque disponibili per gli altri. Il volontariato non è luogo presso il quale fare il pieno di energie ed essere pronti per un nuovo viaggio. Il volontariato richiede costanza, ma soprattutto onestà e semplicità in "quello e quanto che si può dare". Per quanto il volontariato possa gratificare, quando la dimensione del dare è esagerata, forse lo stiamo usando come rifornimento, o come rifugio nel quale sostare per timore di "vivere fuori". L'importante è saperlo. Ecco perché la dimensione più" sana" richiede un equilibrio ed una consapevolezza del saper dare. Quando questo accade vuole dire abbiamo fatto la conoscenza "dell'integrazione delle diverse forme di amore" e non attuiamo più "la compensazione o la sostituzione di altre". Abbiamo il coraggio di viverle tutte.
In ogni caso chiunque scelga di fare volontariato crede in forti valori di solidarietà. Crede nelle risorse delle persone e delle forme associative fra di esse. Crede nel valore dello scambio delle potenzialità come dei sorrisi. Il volontariato è sempre un esperienza di crescita, per gli incontri che si fanno, per le situazioni che si vivono, per le cose che si imparano.
Un'esperienza che come tutte, ci permette di conoscere gli altri e noi stessi. Tutto ciò attraverso un percorso collettivo fatto di confronto e di relazione. Un percorso che per funzionare richiede alle persone di utilizzare e sviluppare la capacità di lavorare con gli altri.
Ci piace pensare l'associazione come una grande quercia. Una quercia che vive e si rinnova insieme a coloro che scelgono di abitare i suoi rami. Così ringraziamo le foglie che con le stagioni passate ci hanno salutato e diamo il benvenuto a quelle nuove che con noi sceglieranno di camminare in quelle future. Noi come ASSIA vorremo offrire, al meglio delle nostre capacità e conoscenze di oggi, l'opportunità di condividere con Voi questa esperienza e di riflettere insieme sul significato che per entrambi potrebbe avere il Nostro incontro...
 
Contatto:  Ufficio di Coordinamento Attività Principali e Complementari
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